Azerbaijan running - di Stefano Danieli

Amici,

oggi non vi descrivero’, come in tante precedenti occasioni, la mia partecipazione ad una competizione podistica domenicale.

Vi scrivo da Baku, capitale dell’Azerbaijan, ove mi sono stabilmente trasferito per ragioni di lavoro alcune settimane orsono.

Non vi nascondo la mia apprensione nei giorni antecedenti la mia partenza e la crescente tristezza man mano che si avvicinava il momento di salutare la mia famiglia.

Non avevo mai sentito nominare Baku e avevo solo una vaga idea della collocazione geografica dell’Azerbaijan.

Ho trovato una citta’ con tre milioni di abitanti, con un centro storico medioevale arabeggiante ed evocativo, circondato da palazzi modernissimi, boutique esclusive, giardini e fontane. Una Dubai del Caucaso, costruita in meno di un lustro, con molti rimandi alle grandi metropoli europee.

Lasciato il centro e raggiunte le periferie percorrendo trafficatissime strade, si scopre improvvisamente l’altro volto della capitale. L’impatto dell’attivita’ estrattiva del petrolio e delle industrie di epoca sovietica è stato violento e le auto e i palazzi di lusso lasciano il passo ad ansimanti Lada e poverissime abitazioni adiacenti ai campi petroliferi.

La gente è mite e molto educata . Ovunque si percepisce sicurezza e rispettosita’.

Le prime inevitabili difficolta’ di adattamento, il distacco dalla famiglia, il nuovo lavoro hanno sinora limitato la mia attivita’ podistica.

Il migliore, e forse unico, luogo per correre in sicurezza lontano dal caotico traffico cittadino è il lungo mare (lago) del mar Caspio. Misura quasi 5 km di giardini, bar, giostre per i bimbi, fontane… nuovissimo, perfettamente lastricato in pietra e marmo (e quindi un tantino impattante), smisuratamente ampio, pulitissimo.

E’ uno dei passeggi della citta’, ma al mattino presto è frequentato da pochi e imbacuccati, ma serissimi, praticanti un running molto molto tranquillo o, piu’ spesso, una camminata vagamente veloce. Credo che l’attivita’ podistica agonistica sia qui del tutto sconosciuta.

L’aria e’ ancora tiepida e sovente soffiano forti venti. Con scarpette, maglietta e pantaloncini, null’altro serve per ottimi muscolari allenamenti, talvolta fra gli sguardi di curiosita’ dei passanti.

Insomma, tutto sorprendentemente gradevole, ma al mio primo rientro in Italia, una bella corsa sull’argine del Sesia non me la togliera’ nessuno!

Buone corse a tutti!

Baku, 26.10.2012

Stefano Danieli